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COPPA DEL MONDO PER CLUB FIFA

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view post Posted on 13/12/2010, 19:35           Quote
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Coppa del Mondo per club FIFA






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La Coppa del Mondo per club FIFA (ing. FIFA Club World Cup) è una competizione calcistica riservata alle squadre vincitrici dei tornei continentali organizzati dalle sei confederazioni appartenenti alla FIFA e assegna il titolo di campione del mondo per club.

Oltre agli europei vincitori della UEFA Champions League e ai sudamericani detentori della Coppa Libertadores, che fino al 2004 si contendevano in gara unica la Coppa Intercontinentale, alla competizione prendono parte anche i campioni centro-nordamericani della CONCACAF Champions League, quelli africani della CAF Champions League, quelli asiatici della AFC Champions League, quelli dell'Oceania dell'OFC Champions League, e dal 2007 i vincitori del campionato della nazione ospitante.

Nel 2009 e nel 2010 il torneo si è disputato negli Emirati Arabi, con finale nello Stadio Sheikh Zayed di Abu Dhabi[1], dal 2011 ritornerà ad essere disputata in Giappone.


Formato


L'attuale formato del Campionato mondiale per club, in vigore dall'edizione 2007, prevede un turno eliminatorio preliminare tra la squadra vincitrice della OFC Champions League (che prima aveva accesso diretto nel torneo) e la squadra campione della massima serie della nazione ospitante. La vincente di questo turno si aggiunge alle squadre vincitrici dei tre tornei continentali di Nord-Centro America, Africa e Asia. Con queste quattro squadre sono creati due accoppiamenti eliminatori, che costituiscono il primo turno, determinati per sorteggio. Alle semifinali accedono i vincitori del primo turno e, di diritto, i detentori dei trofei continentali di Europa (UEFA) e America del Sud (CONMEBOL). Oltre alla finale per il primo e secondo posto è previsto lo svolgimento delle finali per il terzo/quarto posto e per il quinto/sesto posto; quest'ultima non è stata disputata nel 2007.

Il regolamento prevede che, qualora la vincitrice della Champions League di pertinenza sia del paese ospitante, il posto della vincitrice del campionato è preso dalla finalista perdente. Questa eventualità è occorsa in due casi: nell'edizione 2007 è stata ammessa oltre alla vincitrice dell'AFC Champions League 2007, l'Urawa Red Diamonds, anche la finalista, gli iraniani del Sepahan; nel 2008, visto il Double del Gamba Osaka, sono stati ammessi ai preliminari anche e i finalisti dell'Adelaide.


Storia

La Coppa Intercontinentale


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La prima manifestazione ufficiale che si prefiggeva di individuare la migliore squadra calcistica di club al mondo fu, nel 1960, la Coppa Intercontinentale. Inizialmente la formula della competizione prevedeva una doppia sfida, in Europa e in Sud America, più un eventuale spareggio, che venne successivamente abolito. In seguito la competizione fu ridotta ad una sola gara, dal 1980 giocata nella prima metà del mese di dicembre in Giappone, prima a Tokyo poi a Yokohama, e alla Coppa vera e propria fu affiancata la Toyota Cup (Coppa Toyota), premio offerto dallo sponsor del torneo.

La competizione divenne sempre meno attraente per i club europei nel corso degli anni sessanta, per il trattamento poco sportivo che le squadre sudamericane offrivano nelle partite interne alle squadre europee. In particolare una trasferta del Milan in terra argentina vide gesti di violenza ai danni dei calciatori italiani, uno dei quali, Nestor Combin, originario del paese sudamericano, venne arrestato al termine della partita. Questo e altri episodi causarono la riluttanza delle squadre europee ad affrontare le trasferte sudamericane e poi, di fronte alle generose offerte economiche giapponesi, il trasferimento della competizione in campo neutro. Una scelta controversa ma che ha rappresentato la salvezza del trofeo, assicurando certezza e stabilità.


La prima edizione del Mondiale per club

Fu sul finire del secolo che la FIFA, che dalla sua fondazione aveva sempre limitato le sue attività nell'ambito delle formazioni nazionali, cominciò a manifestare interesse per un proprio ingresso diretto nel business sempre più fiorente intorno alle società di club. Il massimo organismo del calcio cominciò a pensare ad una manifestazione che comprendesse squadre da ogni parte del pianeta.

Fu così che nel 2000 fu organizzato quella che voleva essere la prima edizione del Campionato mondiale per club, cui vennero invitati i campioni delle sei confederazioni continentali, più una seconda formazione per l'Europa (il Real Madrid campione del mondo in carica) e il Sud America (il Corinthians campione del Brasile, paese ospitante). Le otto società furono radunate in due gironi i cui vincitori disputarono la finale. Il torneo, svoltosi in Brasile, fu però di livello assai inferiore alle attese, e si contraddistinse per la sufficienza con cui fu affrontato dalle due compagini europee, il Real Madrid e il Manchester United.

La FIFA tentò di mettere in piedi una seconda edizione nel 2001, ma il progetto naufragò di fronte ad una serie di difficoltà oggettive. Il primo limite fu, chiaramente, quello della impossibilità di trovare spazio in un calendario sempre più intasato d'impegni. Il secondo problema fu congiunturale e legato al fallimento del partner commerciale incaricato di sovraintendere alla manifestazione. La questione più insolubile, però, era quella relativa alla permanenza della Coppa Intercontinentale che, agli occhi dei tifosi, rappresentava la vera competizione atta a laureare i campioni del mondo, relegando i vincitori del torneo della FIFA quasi al rango di involontari usurpatori. Fu così che la FIFA intavolò una serie di trattative con la Toyota per arrivare ad una soluzione, anche se una prima idea mirante al ritorno dell'Intercontinentale alla formula dell'andata e ritorno, nel quadro di un'organizzazione ora gestita dalla federazione mondiale, fallì nel 2001.


La Coppa del Mondo per club


Il nuovo torneo nacque nel 2005 quando FIFA e Toyota trovarono l'accordo per un torneo organizzato dalla federazione e sempre sponsorizzato dalla casa automobilistica nipponica. La quadratura del cerchio fu trovata ideando una manifestazione che riprendesse esplicitamente e si ponesse chiaramente nel solco della vecchia Coppa Intercontinentale, ma che al contempo ne costituisse un'implementazione. La Coppa Toyota del Campionato del Mondo per club FIFA (ing. FIFA Club World Championship Toyota Cup) si sarebbe svolta nello stesso luogo, nello stesso periodo e con lo stesso sponsor dell'Intercontinentale, ma ora sarebbe stata aperta anche alle rappresentanti degli altri quattro continenti. A tal fine i campioni d'Europa e del Sud America non si sarebbero più incontrati direttamente in finale, ma avrebbero dovuto affrontare preliminarmente in semifinale le due vincenti delle eliminatorie. La formula dell'eliminazione diretta garantiva inoltre snellezza, rapidità e interesse al torneo. Come nell'Intercontinentale, al miglior giocatore del torneo è assegnata una Toyota.

La prima edizione, che vide l'affermazione del San Paolo, comportò dunque il pensionamento della vecchia coppa del 1960, sostituita da un nuovo trofeo che richiama, tuttavia, abbastanza chiaramente quello classico, seppur in una forma più moderna (il pallone che viene sostenuto raffigura le varie aree geografiche del globo). Dal 2006 il nome originario della competizione è stato semplificato in Coppa del Mondo per club.

Dal 2007 la squadra vincitrice della manifestazione applica sulla propria divisa il FIFA Club World Cup Champions Badge, un piccolo stemma che indossa fino alla successiva edizione. Questà novità è stata presentata ufficialmente il 7 febbraio 2008 a Zurigo nel quartier generale della FIFA dal suo segretario Jerome Valcke, in presenza dell'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, all'epoca detentore del trofeo.

L'edizione 2009 è stata la prima Coppa del Mondo per club disputata al di fuori dal Giappone. Il limite della competizione è che allo stato attuale evidenzia, anziché ridurre, il divario che a livello di club ancora separa il calcio europeo e sudamericano da quello degli altri continenti.

Albo d'oro

Edizioni


AnnoOspitanteFinaleFinale terzo e quarto posto
VincitoreRisultato2º posto3º postoRisultato4º posto
2000

Dettagli<sup title="^ a b Nel 2000 la FIFA organizzò per la prima volta un proprio Mondiale per Club alternativo alla Coppa Intercontinentale. La natura, i metodi e gli esiti di tale manifestazione furono e sono a tutt'oggi contestati dalla larga maggioranza degli addetti ai lavori, sebbene la Federazione mondiale persista a riconoscerne l'ufficialità." id="cite_ref-torneo2000_3-0" class="reference">[4]
bandiera BrasileBandiera del Brasile Corinthians1 - 1 dts

(4 - 3) dcr
Bandiera del Brasile Vasco da GamaBandiera del Messico Necaxa1 - 1 dts

(4 - 3) dcr
Bandiera della Spagna Real Madrid
2005

Dettagli
bandiera GiapponeBandiera del Brasile São Paulo1 - 0Bandiera dell'Inghilterra LiverpoolBandiera della Costa Rica Deportivo Saprissa3 - 2Bandiera dell'Arabia Saudita Al-Ittihad
2006

Dettagli
bandiera GiapponeBandiera del Brasile Internacional1 - 0Bandiera della Spagna BarcellonaBandiera dell'Egitto Al-Ahly2 - 1Bandiera del Messico Club América
2007

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bandiera GiapponeBandiera dell'Italia Milan4 - 2Bandiera dell'Argentina Boca JuniorsBandiera del Giappone Urawa Reds2 - 2 dts

(4 - 2) dcr
Bandiera della Tunisia Étoile du Sahel
2008

Dettagli
bandiera GiapponeBandiera dell'Inghilterra Manchester United1 - 0Bandiera dell'Ecuador LDU QuitoBandiera del Giappone Gamba Osaka1 - 0Bandiera del Messico CF Pachuca
2009

Dettagli
bandiera Emirati Arabi UnitiBandiera della Spagna Barcellona2 - 1 dtsBandiera dell'Argentina EstudiantesBandiera della Corea del Sud Pohang Steelers1 - 1 dts

(4 - 3) dcr
Bandiera del Messico CF Atlante
2010

Dettagli
bandiera Emirati Arabi Uniti
2011

Dettagli
bandiera Giappone
2012

Dettagli
bandiera Giappone





Vittorie per nazione

NazioneVittorieN°SquadreAnni
Bandiera del Brasile Brasile33(2000, 2005, 2006)
Bandiera dell'Italia Italia11(2007)
Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra11(2008)
Bandiera della Spagna Spagna11(2009)





http://it.wikipedia.org/wiki/Coppa_del_Mondo_per_club_FIFA

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Eto'o "Questa squadra deve ancora vincere"



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Eto'o non vede l'ora di disputare il Mondiale per Club: "Pensiamo a questo appuntamento dal giorno in cui abbiamo vinto la Champions. Questa squadra deve ancora vincere tanto". Pandev esulta: "Finalmente tutti disponibili". Cordoba avverte: "Il Seongnam è un avversario organizzato e da rispettare"

L’esordio iridato si avvicina. La tensione sale e Samuel Eto'o è impaziente di scendere in campo nel Mondiale per Club: "Pensiamo a questo appuntamento dal giorno in cui abbiamo vinto la finale di Champions League - dice il camerunesne in un'intervista rilasciata alla Fifa - La pressione c'è, ma è positiva, bisogna saperlo gestire. Disputare un Mondiale è un'occasione per scrivere la storia e non dovrà accadere di avere dei rimpianti alla fine di questa competizione. Fnora abbiamo incontrato qualche difficoltà, ma perchè abbiamo avuto molti infortuni. Questa squadra deve ancora vincere tanto, il numero di trofei non è ancora abbastanza se paragonato alla grandezza di questo club".

L'attaccante macedona Goran Pandev spiega invece le sensazioni della squadra ai microfoni di Inter Channel "Non vediamo l'ora di giocare. Finalmente siamo quasi tutti disponibili e possiamo allenarci insieme. È una bella sensazione per il gruppo che sta lavorando con un clima ideale e nel migliore dei modi". Nel Seongnam, squadra sudcoreana che i nerazzurri affronteranno in semifinale, gioca un suo ex compagno. Si tratta del difensore Sasa Ognenovski, papà macedone e madre australiana, che con Pandev ha partecipato a una convocazione della nazionale macedone, per una gara contro la Moldavia. "Lo ricordo come un bravo ragazzo e un buon difensore, sicuramente è uno da rispettare".

Anche Ivan Cordoba, mercoledì sera, ritroverà un ex compagno: si tratta del connazionale Mauricio Molina. "Aveva vent'anni quando è entrato in campo nell'ultima finale della Copa America 2001 che abbiamo vinto con la Colombia (rete decisiva proprio del nerazzurro, ndr). Ora gioca in una squadra che abbiamo già studiato, una formazione pratica, che associa la velocità tipica degli orientali alla forza fisica di alcuni stranieri e alla qualità, appunto, di un calciatore come Molina. È un avversario organizzato e assolutamente da rispettare. Noi ci stiamo preparando tutti al meglio per essere Inter, in tutto e per tutto, in questi due importanti appuntamenti".

Il presidente Massimo Moratti, all'ingresso della Lega Serie A a Milano, ha detto: "Negli allenamenti c'è un clima di grinta e voglia di fare. Sulla vittoria c'è fiducia, si cerca di dare il meglio, speriamo che i giocatori siano tutti in forma per ripetere quello che hanno fatto lo scorso anno. Gli avversari? Ho visto qualche spezzone di partita, comunque fanno paura. Loro hanno detto vinciamo noi? E' normale, lo abbiamo detto anche noi. L'esonero di Benitez anche in caso di vittoria? Ma perfavore. Il Milan? Noi in questo momento non ci siamo è logico che vadano avanti. Ibrahimovic? Sapevo che era forte, conferma quello che pensavamo e il prezzo al quale lo abbiamo ceduto".

L’Inter ha ultimato la prima delle due sedute di allenamento in programma all'Armed Forced Stadium di Abu Dhabi. Biabiany ha svolto gran parte dell'allenamento con i compagni, mentre Coutinho e Obi hanno lavorato a parte. Benitez ha fatto svolgere darrpima delle esercitazioni tecniche improntate su velocità e dribbling, poi partitelle a campo ridotto puntando molto su rapidità, intensità e pressing.

Eurosport

http://it.eurosport.yahoo.com/13122010/45/...ra-vincere.html

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Milito "Darei qualsiasi cosa per vincere"



Il Mondiale per club porterebbe nella sede nerazzurra un trofeo che cambierebbe i giudizi e l'intera stagione interista e che permetterebbe alla società di chiudere al meglio un 2010 straordinario. Di seguito le parole di Milito e Benitez nella conferenza stampa pre-gara

Si avvicina sempre più il momento della verità per Benitez e per l'Inter. In conferenza stampa prima della semifinale che vedrà opposta la squadra italiana ai sudcoreani del Seongnam, parlano Milito e il tecnico spagnolo.

MILITO E' DETERMINATO A VINCERE - L'argentino rientra dopo un lungo stop e ha una gran voglia di tornare a segnare e a vincere con la maglia nerazzurra. "Questa competizione è unica per tutti noi. Non si sa se la rigiocherai in carriera - spiega Milito -. Cercheremo di godercela e di raggiungere un traguardo importante, al quale teniamo molto". L'uomo della tripletta, l'attaccante che con i suoi gol ha deciso le partite scudetto, Champions League e Coppa Italia, non pensa tanto a gonfiare la rete, quanto ad alzare un altro trofeo: "darei qualsiasi cosa per vincere, non è importante che sia io a segnare. Se mi 'tocca' far gol meglio, ma quello che voglio veramente è vincere e questa è l'unica cosa che conta". E' un'Inter che ad Abu Dhabi si è ritrovata nel morale e come gruppo. "Forse perché siamo rientrati in tanti e si è ritrovato quasi tutto il gruppo a lavorare insieme - spiega Milito -. Abbiamo davanti un grande traguardo da raggiungere. Lo spirito c'è sempre stato anche nelle difficoltà, ma ora che siamo quasi tutti disponibili siamo certamente più sereni e tranquilli".

BENITEZ E IL MOMENTO DELLA VERITA’ - Manca poco all’appuntamento che potrebbe valere una stagione. Domani la semifinale con i sudcoreani del Seongnam, una sfida che Benitez considera "la partita più importante. Ecco perché la squadra che giocherà domani sera sarà la migliore per vincere la gara", ha dichiarato il tecnico spagnolo nella conferenza stampa della vigilia. L'idea è quella di mandare in campo anche i giocatori reduci dai rispettivi infortuni: "Chiaramente siamo qui per vincere e dobbiamo vincere la prima partita che è la più importante. Se vinciamo questa, dopo penseremo alla finale. Quindi le scelte saranno fatte in base alla priorità: vincere la prima gara". Finalmente Benitez può lavorare con l'Inter...vera. "Sono molto contento, perché ho la possibilità di fare scelte. Tutti i calciatori stanno lavorando al cento per cento. Il gruppo è contento e l'ambiente - spiega il tecnico nerazzurro - è molto positivo in vista di questa partita. È per questo che sono molto fiducioso".

CHI GIOCHERA’? - Benitez non si sbilancia sulla formazione che scenderà in campo domani, fa pretattica e spiega di dover fare ancora delle scelte. "Non sappiamo chi giocherà e se lo sappiamo non lo diciamo. Oggi tutti hanno svolto un ottimo allenamento. Tutti sono preparati per giocare, ma decidiamo domani", taglia corto Benitez che non presta attenzione a chi gli ricorda che per il calcio italiano affrontare squadre sudcoreane ai Mondiali non è il massimo, soprattutto se il nome dell'arbitro è...Moreno. "Non parliamo di quello che è successo alla nazionale italiana in passato. Parliamo dell'Inter: siamo qui per vincere e non pensiamo a nulla di negativo prima della gara". Grande ottimismo e massima fiducia nella squadra, quella vera e non quella schierata per...obblighi di infermeria. "Sono tranquillo, contento, ho fiducia - dice Benitez -. Guardo Milito che fa gol in allenamento e penso: siamo forti". Il rispetto per i sudcoreani non manca, anzi. "È una squadra che ha fatto tanto per arrivare qui, non è facile vincere la Champions asiatica - spiega Benitez -. Ha una buona organizzazione tattica, hanno intensità e qualità, lavorano bene con e senza palla. È un avversario difficile, ma noi siamo l'Inter e siamo qui con la voglia di vincere. L'abbiamo studiata come collettivo, non solo per alcuni singoli, anche se può contare sulle qualità e l'esperienza di alcuni stranieri".

IL MERCATO - Ancora qualche giorno e poi verrà ufficialmente riaperto il mercato di riparazione. In Inghilterra si dice che Benitez possa essere interessato a Tevez. "Prima di una partita così importante non è opportuno parlare di calciatori che non sono qui – taglia corto lo spagnolo -. Io sono contento dei calciatori che ho e mi fido di loro". Tornando alla sfida di domani, l'ex allenatore del Liverpool è convinto che rispetto alle ultime gare giocate dai nerazzurri "sarà una partita diversa, perché dà l'accesso alla finale del Mondiale. Una gara importante, che abbiamo tanta voglia di vincere". Infine un commento sulle dichiarazioni di Eto'o che ha spiegato che l'Inter aspetta questa partita dal 22 maggio, giorno del trionfo in Champions League. "Credo che in questi mesi la squadra abbia lavorato pensando gara dopo gara - è invece il parere di Benitez -. Abbiamo vinto la Supercoppa italiana in agosto, poi ci siamo concentrati sulla Supercoppa europea, quindi abbiamo ottenuto la qualificazione agli ottavi di Champions League e abbiamo giocato il campionato. Credo che, con quella frase, Eto'o volesse giustamente sottolineare che questo è un appuntamento importante e che, di conseguenza, come obiettivo era ed è nel mirino della squadra".
Italpress

http://it.eurosport.yahoo.com/14122010/45/...er-vincere.html

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Inter, il giorno della verità al Mondiale



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Con il Seongnam rientrano i big, incluso Milito. Fine degli alibi:
da oggi il tecnico si gioca tutto
PAOLO BRUSORIO


INVIATO AD ABU DHABI
Lo Zayed Sports city è un tavolo verde che invita le scommesse, a puntare oggi sull'Inter non si vincono soldi, ma opere di bene. Che nel caso di Benitez è una finale del Mondiale per club, il primo mattone a sostegno della sua conferma. Abu Dhabi, ore 21, le diciotto in Italia: nella terra di tutti e nessuno l'Inter comincia la rincorsa a un titolo che le manca da 45 anni e che se conquistato chiuderebbe trionfalmente un anno dai colori sgargianti. Lo fa contro i coreani del Seongnam, modesta squadra animata però da spirito guerriero e attaccata all'imponderabile: «Può succedere un miracolo anche se hai, come noi, l'uno per cento di probabilità di vittoria» è il gancio cui si appende mister Shin Tae Yong, l'allenatore orientale. Lo fa, il club nerazzurro, contro i fantasmi evocati ogni volta che sulla nostra strada c'è il fattore Corea. Del Nord nel ‘66; del Sud nel 2002: ma sempre disfatta. L'Inter di stasera sarà tutta straniera, ma qui, piaccia o no, rappresenta il calcio italiano, quindi occhi aperti e dita incrociate perché non sia un altro psicodramma. Che nel caso dell'Inter porterebbe Massimo Moratti, arrivato ieri sera, a licenziare Benitez e a ricominciare daccapo. Una svolta che mai avrebbe pensato di dover fare e che nemmeno adesso, a ridosso dell'esordio dell'Inter con il torneo, è convinto di prendere in considerazione.

Una semifinale mondiale ha sempre uno strano sapore, questa non è la coppa dell'Amicizia come la chiamò Roberto Mancini (allora tecnico dell'Inter) quando la vinse il Milan nel 2007 e come ha dimostrato ieri sera il Mazembe cancellando l'Internacional di Porto Alegre e mettendo sul chi va là Benitez: in tribuna per studiare i brasiliani, Rafa se ne è invece andato con il quaderno zeppo di appunti sugli africani. Rompere il ghiaccio, questo deve fare l'Inter, ma trattandosi di quest'Inter non sarà l'unico groppo da scogliere. L'ultima sciagurata esibizione di Brema ha messo altra legna sul fuoco, Moratti l'ha acceso, Benitez si è scottato ma non ancora bruciato. Rafa sa di non poter più sbagliare, i crediti sono scaduti, se non vince questo Mondiale non basterebbe una notte di compravendita per incassare una nuova fiducia. E nemmeno l'esercito della salvezza.

Ma per ritornare il capo di cui quest'Inter ha bisogno, Rafa trova in una sola sera l'unica squadra possibile, quella costruita da Mourinho che lui ha riveduto (poco) e corretto (male): è la sera dei grandi rientri. Maicon, Chivu (che potrebbe partire dalla panchina, se la gioca con Cordoba), Milito e Julio Cesar (non più così certo): potrebbero essere quattro in un colpo solo. Da cinque giorni si allenano tutti insieme tra lo stupore dello stesso Benitez che da tempo non provava simile sensazione: «Ho visto Milito segnare in allenamento, mi sento tranquillo e fiducioso».
Metti insieme tanti particolari e vedrai nascere le grandi imprese: e allora anche Milito guarito dalla letargia e dagli infortuni muscolari comunica sollievo. Ma, e vale per l'uomo della Tripletta come per gli altri reaparecidos, questa sera saranno campioni o figurine? L'argentino e Chivu mancano da un mese; Maicon dal 6 novembre, Julio Cesar addirittura dal 29 ottobre. In quali condizioni si ripresenteranno? Più che il Seongnam, è questa la grande incognita.

Ad ascoltare Benitez stanno tutti bene e l'ultima spruzzata di ottimismo gli è arrivata da questi giorni di lavoro ad Abu Dhabi; a vederli muoversi in campo sembrano ragazzini con l'entusiamo e i muscoli di una volta. A sentirli poi. Uno a caso, Milito: «Questo è una torneo speciale, non so se lo giocherò un'altra volta. E pur di vincere darei qualsiasi cosa». L'uomo delle stelle ha il viso più tirato del solito, da Madrid ad Abu Dhabi è passato un mondo, ma lui ora ne è ancora al centro. Benitez se lo coccola, non che prima dell'infortunio l'argentino fosse devastante (anzi), ma averlo in campo ridà all'Inter una forma che le ultime invenzioni di Rafa aveva stravolto. Da stasera le giocate sono aperte.

http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quii...lo/lstp/380008/

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Congo festeggia Mazembe



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di Giuseppe Maria Laudani

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I giganti dell'Africa centrale risollevano l'orgoglio di tutto il continente. Il giorno dopo la vittoria contro i brasiliani dell'Internacional di Porto Alegre per due a zero al Mondiale per Club ad Abu Dhabi, i congolesi del Mazembe Englebert si preparano alla finale di sabato contro la vincente stasera tra l'Inter di Benitez o i sudcoreani del Seongnam, e gia' assaporano la vittoria. La qualificazione alla finale ieri sera ha suscitato in tutta la Repubblica democratica del Congo (Rdc) con scene di giubilo, musica, canti e balli per tutta la notte.
Un entusiasmo riportato dai maggiori quotidiani del continente dal Sudafrica al Kenya, che oggi nelle pagine sportive hanno titolato: ''Il Mazembe ha scritto la storia'', oppure ''I congolesi hanno prodotto il piu' grande shock nella storia della Fifa'', o ancora ''Una vittoria per l'Africa''. Ma ancora piu' strabilianti i titoli dei giornali locali come il Forum des As: ''Il Mazembe e' gia' sul tetto del mondo''. Ma l'impresa di ieri e' gia' storia passata perche' adesso i bianconeri africani sognano il miracolo come orgogliosamente scrive Le Quotidien: ''Il cielo si raggiunge in novanta minuti'', elogiando il portiere Robert Kidiaba Mukeba, 34 anni, vero e proprio protagonista del match, definendolo ''Imperiale''.

E non mancano gli accenni ai rituali e alle danze tribali, come la raccolta in preghiera dei calciatori prima del fischio d'inizio partita, un allineamento in ginocchio, tutti insieme, quasi a mandare un segnale all'avversario: ''Il Mazembe e' un muro di determinazione''. Passata la sbornia oggi nei siti web impazza come un ritornello con tanto di musica di sottofondo la danza del portiere della squadra, con salti su glutei e talloni attorno all'area di rigore. Grande soddisfazione anche anche nelle parole del coach Lamine N'Diaye ieri sera a fine partita: ''E' un giorno di orgoglio, i nostri giocatori hanno meritato questa vittoria e tutti gli africani devono essere orgogliosi''.

L'avere piazzato per la prima volta una squadra africana nella finale di quella che un tempo era la Coppa Intercontinentale sembra essere solo il primo passo per il senegalese N'Diaye che punta sulla creativita' del suo team: ''E' ora che il mondo ci prenda sul serio e si renda conto delle abilita' degli africani''. ''Niente errori sabato prossimo - dice un tifoso keniano - speriamo che la squadra di Lumumbashi riesca a vincere anche grazie al suono dalle vuvuzela e dal Waka Waka''. Il team bianconero, fondato dai monaci benedettini settantuno anni fa, ha vinto quattro volte la Coppa dei Campioni africana.


http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/...1669828272.html

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Mondiale per Club - Benitez "Il Mazembe merita rispetto"



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Rafa Benitez e la sua Inter sono pronti ad affrontare i congolesi del Mazembe per portare a casa il quinto trofeo dell'anno. Un compito che sulla carta non sembra difficile ma il tecnico dell'Inter non vuole sottovalutare l'avversario

ARRIVA IL MAZEMBE - "Abbiamo già studiato un pò il Mazembe e continueremo a farlo domani". Rafael Benitez rispondendo ai tifosi ha parlato a Inter Channel della gara di sabato contro il Tout Piussant Mazembe Englebert, la squadra della Repubblica del Congo che, prima nella storia, ha portato il calcio africano alla finale del FIFA Club World Cup. "Il Mazembe sarà un avversario completamente diverso da quello che abbiamo affrontato in semifinale. Si tratta di una squadra molto forte fisicamente, quasi una nazionale, visto che propone quasi tutti i migliori calciatori della Repubblica Democratica del Congo. Il più spettacolare di loro è il portiere, poi hanno un attaccante veloce, un centrocampo robusto. Soprattutto, sono un gruppo che lavora tanto, che non molla mai, che suda e corre anche quando sono stanchi. Lo hanno dimostrato nella partita contro i brasiliani, ma anche nelle gare della Champions League Africana che hanno vinto. Sono un avversario da rispettare, perchè non si arriva tanto in alto se non si ha qualcosa d'importante e delle buone motivazioni".

LA TATTICA - Benitez si è soffermato molto sulla tattica: "Etò' o sulla fascia sinistra ieri sera ha fatto un gran lavoro. In questo modo, avendo ritrovato Milito, possiamo proporre un attacco con tante soluzioni offensive, un modulo che può dare molto alla squadra. Premesso che più del sistema di gioco sono importanti l'intensità e la concentrazione, non escludo mai a priori nessuna soluzione. Però, per esempio quella con il rombo, può prevedere due interpretazioni: o tanto possesso palla o tre centrocampisti che corrono molto. Ritengo che i nostri centrocampisti abbiano grandi qualità, ma non ancora molta energia, perchè alcuni di loro, per esempio Motta, sono al rientro dopo una lunga assenza". "Per questo motivo - prosegue Benitez - in questo momento, preferisco il 4-2-3-1. Comunque, siccome in Italia si parla molto di tattica, più che in Inghilterra e in Spagna, posso dirvi che, per ogni gara, preparo tre-quattro soluzioni".

I COMPLIMENTI PER BENITEZ - Molti i complimenti che i tifosi hanno inviato a Benitez, elogiando la calma e la signorilità con la quale ha affrontato i momenti più duri. "Le critiche sono arrivate più dai giornalisti che dai tifosi, i tifosi che incontro qui ad Abu Dhabi sono molto carini e quelli di Milano hanno sempre dimostrato di sostenere la squadra e l'allenatore. È chiaro, chiedono vittorie, ma questo è abbastanza naturale. Diciamo, allora, che se vinciamo sarà più facile per qualcuno cambiare parere".

http://it.eurosport.yahoo.com/17122010/45/...mbe-merita.html

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Benitez: 'il mondo e' vicino, avversario tosto'
Zanetti, sono 16 anni che aspetto questo momento


dell'inviata Daniela Simonetti

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ABU-DHABI- ''Avro' solo dieci secondi per giustificare tutta la mia esistenza'': 'Momenti di gloria', suggestivo e poetico film del 1981, quattro Oscar per la storia dei velocisti di Cambridge e della loro avventura alle Olimpiadi del 1924. L'allenatore dell'Inter Rafa Benitez di secondi ne avra' molti piu' per vincere la Coppa del Mondo per i Club, conquistarsi un posto nella storia del calcio e prendersi caparbiamente quel titolo che gli era sfuggito di un soffio. Era il 18 dicembre 2005: Liverpool (allenato dallo spagnolo)-San Paolo. Fini' uno a zero per i brasiliani. Ora e' il momento del riscatto. ''Siamo concentrati al 100%'', dice lo spagnolo che - nella conferenza stampa alla delicata vigilia della finale tra l'Inter e i congolesi del Mazembe - ricorda quella partita giocata a Yokohama.

Voglia di lasciarsela alle spalle: domani ad attendere l'Inter in finale c'e' il Mozambe, sorprendente club congolese che ha commosso il mondo. E' la prima volta che un squadra africana arriva cosi' lontano nella storia del calcio internazionale, spezzando l'asse Europa-Sudamerica, come ha sottolineato il presidente della Fifa Joseph Blatter. Benitez incontra i giornalisti nell'appuntamento ufficiale, affiancato da Javier Zanetti e da Esteban Cambiasso. Il capitano ammette tutta la sua emozione: ''Sono 16 anni che aspetto questo momento''. Rafa ha studiato, si e' preparato, e' concentrato al massimo. ''Abbiamo guardato le partite della Champions africana e quelle che hanno disputato in questa competizione. Il Mazembe - spiega - e' una squadra che lavora, fisicamente molto forte e con alcuni interpreti di grande qualita'. Un avversario tosto''. ''Giocare contro la prima squadra d'Africa - aggiunge - non puo' essere che un motivo d'orgoglio per noi: e' importantissimo per il calcio africano, ma lo sara' anche per l'Inter, perche' sara' ricordata come una finale storica del Mondiale per Club. Qual e' il mio stato d'animo? Giocheremo una finale per conquistare il tetto del mondo, proviamo a vincere. Sara' l'ultima gara del 2010 e quello che mi aspetto dal nuovo anno e' di giocarne e vincerne tante altre''. ''Arrivare in finale - continua Benitez - e' sempre molto importante. Io avevo raggiunto questo traguardo con il Liverpool ma abbiamo perso giocando bene. Spero di ripetere quella prestazione, ma ovviamente cambiarne il risultato e conquistare la vittoria con l'Inter''.

Benitez ha cercato di ricomporre l'enigmatico puzzle della squadra Tp Mazembe Englebert. ''Abbiamo lavorato come sempre - dice alla platea di giornalisti - studiando l'avversario, passando tutte le informazioni a ciascun calciatore, per dare l'attenzione che una partita di questo livello merita. Ripeto, siamo orgogliosi di affrontare la prima squadra africana che ha raggiunto la finale di un Mondiale per club, ma l'attenzione resta sempre molto alta proprio perche' si tratta di una finale. Certamente, vincere questo torneo ci aiuterebbe a realizzare una seconda parte di stagione molto diversa dalla prima''. Dispiacere per l'assenza di Wesley Sneyder, ma domani in campo ci sara' Maicon, un gran rientro. ''Affrontiamo con rispetto - chiude Rafa - un club che sta portando avanti un bel progetto, che ha investito per rafforzare la propria squadra con qualche straniero, ma che l'ha costruita per la maggior parte sul cuore africano. Loro possono avere una grande motivazione, ma la nostra sara' almeno al loro livello. Sappiamo che dovremo gestire la partita con attenzione a tutti i particolari, per non sbagliare e mostrare la nostra qualita' restando concentrati al 100%''. ''Le nostre motivazioni - conferma capitan Zanetti - saranno molto alte e metteremo in campo grande entusiasmo per questa opportunita' unica. Ho aspettato sedici anni per arrivare a questo momento, potete star certi che faremo il massimo per portare a Milano una coppa che ci fara' rimanere nella storia''.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/ca...1668993163.html

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Inter campione del Mondiale per Club

Mazembe battuto 3-0



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L'Inter ha conquistato ad Abu Dhabi il Mondiale per club conquistato stasera, è il 38/o trofeo nella storia della squadra.

MORATTI ABBRACCIA BENITEZ - Inter campione del mondo per club e forte abbraccio, poco dopo il 3-0 al Mazembe, tra il presidente nerazzurro Massimo Moratti e il tecnico Rafa Benitez. Lo spagnolo è da tempo al centro di voci su una sua possibile partenza anticipata a causa del brutto inizio in campionato. E' stato un abbraccio sentito e di cuore quello tra Massimo Moratti e Rafa Benitez poco dopo la fine della partita contro il Mazembe che ha incoronato l'Inter campione del mondo. Un gesto significativo, se si pensa ai tanti dissapori e incomprensioni dell'ultimo periodo in casa nerazzurra. Tensione finalmente smorzata. Dopo aver frantumato i congolesi del Mazembe, Benitez può sedersi più serenamente sulla panchina del club campione del mondo. Moratti ha voluto abbracciare uno per uno i suoi giocatori, che dopo il 'triplete' portano a casa, dopo quasi 50 anni, la Coppa del mondo per club. Impresa riuscita all'Inter del padre di Massimo Moratti, Angelo, e di Helenio Herrera nel 1964 e nel 1965.

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PANDEV, SQUADRA VERA QUANDO CONTA NON SBAGLIA - "Siamo una squadra vera, quando conta non sbagliamo". E' il primo commento di Goran Pandev, attaccante dell'Inter autore del primo gol della vittoria in finale contro il Mazembe nel Mondiale di club. "Etòo mi ha dato una grande palla - ha detto il macedone -, oggi abbiamo fatto una grande partita. Da quando sono arrivato ho vinto cinque titoli, non è male...".

3-0 INTER, IN GOL BIABIANY - Terzo gol dell'Inter con Biabiany nella finale del Mondiale per club contro i congolesi del Mazembe. L'attaccante, entrato nel secondo tempo, ha controllato sul filo del fuorigioco un assist di Stankovic e, dopo aver dribblato il portiere, ha appoggiato in porta il 3-0. E' il primo gol di Biabiany in maglia nerazzurra.


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RADDOPPIO INTER, ETO'O SEGNA IL 2-0 - L'Inter raddoppia con Etòo poco dopo il quarto d'ora di gioco nella finale del Mondiale per club con il Mazembe. Il camerunese ha segnato al 17' il 2-0 con un destro rasoterra al volo in girata appena dentro l'area, su assist di Zanetti.

INTER IN VANTAGGIO AL 13' CON PANDEV - Inter in vantaggio al 13' del primo tempo con Pandev nella finale del Mondiale per club con i congolesi del Mazembe. Il macedone ha infilato il portiere avversario di sinistro sfruttando uno splendido assist volante di Etòo.

www.ansa.it/web/notizie/rubriche/ca...1648643964.html

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L’Inter è tornata a ballare sul mondo



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I gol di Pandev, Eto’o e Biabiany mettono ko il Mazembe (3-0 il risultato finale): i nerazzurri vincono il Mondiale per Club e centrano il quinto titolo in un 2010 magico, chiuso in modo degno dopo tanti patemi. Alla festa manca solo Milito, che manca tre occasioni facili

Inter, ti piace vincere facile? È la battuta più scontata, ma anche quella che delinea al meglio i tratti della finale del Mondiale per Club vinta 3-0 dai nerazzurri su una squadra di mestieranti come il Mazembe. Un risultato che non descrive il divario (decisamente più ampio) visto in campo tra le due formazioni. Una vittoria strameritata, che riporta l’Inter in cima al mondo a 45 anni dall’ultima volta. Ma tra quel trionfo sull’Independiente della squadra di Herrera e questo dei ragazzi di Benitez c’è un abisso. Perché quella fu una finale vera. Questi erano soltanto 90’ dall’esito scontato che Zanetti e compagni sono stati bravissimi a condurre in porto nel migliore dei modi.

STANKOVIC IN PANCA A SORPRESA - Rafa Benitez non ha disposizione Wesley Sneijder, oltre ai lungodegenti Samuel e Coutinho. Recupera Maicon e lo schiera subito titolare, ma la sorpresa è un’altra: l’esclusione di uno Stankovic in forma smagliante. Il serbo va in panchina, con Chivu che va a fare il terzino destro e Zanetti che torna a centrocampo nelle vesti di interno destro, con Thiago Motta in cabina di regia e Cambiasso sul centro-sinistra. Il modulo diventa quindi un 4-3-3. Dal canto suo, Lamine N’Diaye risponde con un 4-5-1 molto coperto che è però privo degli squalificati Lusadisu e Mputu.

A BLOCCARE L’INTER CI PENSA L’INVASORE - Una partita senza storia. L’Inter parte a bassi regimi, preferendo far sfogare la verve agonistica avversaria. Il Mazembe abbocca, si butta in avanti e scopre il fianco al contropiede nerazzurro, perfettamente orchestrato dal tridente Pandev-Milito-Eto’o. I primi 45’ sono un monologo degli uomini di Benitez, interrotto soltanto a tratti da episodi un po’ casuali. Al 3’ a mettere i bastoni tra le ruote ai campioni d’Europa è l’invasore più famoso d’Italia, Mario Ferri. Che entra in campo fermando il gioco con una sciarpa rossonera (soltanto un incitamento per il suo idolo Cassano, pare).

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PANDEV, ETO’O.. MANCA SOLO MILITO! - Risolto il problema-Ferri, l’Inter sbriga la pratica in fretta. Bastano due gol in quattro minuti netti. Al 13’ Milito fa la sponda per Eto’o, che vede il taglio di Pandev e lo premia con un assist al bacio buttato in rete. Al 17’ è lo stesso Pandev a scaricare il pallone in qualche modo per il camerunense, che con una grande girata raddoppia. Non c’è due senza tre, però. Perché alla festa non partecipa un Milito ancora in ritardo a livello fisico. Il Principe prima dell’intervallo si divora due gol fatti (al 24’ e al 43’) solo a “tu per tu” con Kidiaba, mettendo in mostra un vistoso fiatone al termine di ogni scatto. L’Inter però tiene in mano il pallino del gioco. Fin troppo. Perché ogni tanto si addormenta e concede qualcosa a una squadra che ha ben poco da dire. Ma che in pieno recupero sfiora il gol con Kaluyituka, pronto a colpire su un disimpegno sbagliato da Lucio e poi intercettato da Cordoba. Si va all’intervallo sul 2-0 nerazzurro, un risultato che sta non stretto – di più – alla squadra di Benitez.

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L’INTER RISCHIA MA BIABIANY CHIUDE - In avvio di ripresa, N’Diaye passa al 4-4-2 inserendo Kanda per Kasongo. Al 54’ Benitez risponde tornado al 4-2-3-1 con Stankovic al posto di Chivu. L’Inter però abbassa i ritmi in modo netto, limitandosi al compitino e contenendo un pizzico di rabbia avversaria. Qualche fiammata non manca, peccato che Milito dimostri di essere molto indietro a livello fisico e si divori ancora la terza palla gol al 60’. La fortuna dell’Inter è che gli avversari confermano tutta la loro pochezza tre minuti dopo, quando Julio Cesar sbaglia l’uscita e per poco non regala la rete agli africani. Esattamente come accade al 75’, quando i nerazzurri sempre più distratti mandano in porta Kaluyituka, che non sfrutta la chance. Intanto, al 71’ finisce la partita di Milito, rimpiazzato da Biabiany con Eto’o che torna prima punta. Proprio l’ex parmigiano è l’uomo del destino, quello che all’85’ sfrutta al meglio un assist meraviglioso di Stankovic, saltando Kidiaba e garantendo il 3-0 finale. Game, set and match. L’Inter si è ripresa il mondo.

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IL PESO SPECIFICO DELLA VITTORIA – L’unico problema reale di questo trionfo è misurarne la consistenza. Il Mazembe era un avversario “ingiocabile” per manifesta inferiorità tecnica, fatto che non può cancellare tutti gli interrogativi sulla miracolosa guarigione nerazzurra tanto sbandierata in queste ore. Ad allontanare le nubi – anche sul futuro di Benitez – sarà molto più probabilmente il mese di gennaio, quando un calendario fitto e il ritorno del campionato imporranno all’Inter di scoprire le carte. Qualche incognita, specie sulle condizioni fisiche di gente ancora in fase di recupero come Milito, Thiago Motta e Maicon, resta eccome. Ma non è certo colpa dell’Inter, se la finale si è disputata in queste condizioni. Semmai, era un azzardo vincolare il futuro di un tecnico in bilico come Benitez a due sfide con Seongnam e Mazembe.

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I NUMERI DI UN TRIONFO - Tanto vale chiudere una finale dai mille numeri, con numeri che resteranno a lungo. L’Inter vince per la terza volta il titolo mondiale, dopo gli exploit leggendari contro l’Independiente targati 1964 e 1965. L’Italia sale a quota 9, tornando davanti a tutti a tre anni di distanza dal successo milanista del 2007. Ma non solo. I nerazzurri conquistano il quinto titolo del 2010 dopo lo Scudetto, la Coppa Italia, la Champions League e la Supercoppa Italiana. Soltanto uno in meno rispetto al Barcellona che un anno fa vinse anche la Supercoppa Europea. Quello che conta però è aver chiuso degnamente una stagione che pareva essersi messa sui binari più sconnessi. E che, forse, ha trovato la svolta al crocevia giusto, contro il migliore degli avversari possibili. Complimenti Inter, sei tornata sul tetto del mondo…


Mattia Fontana / Eurosport




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Copyright © REUTERS


http://it.eurosport.yahoo.com/18122010/45/...lare-mondo.html

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Mondiale club: i qatarioti dell'Al-Sadd sfideranno il Barcellona
I campioni d'Asia superano 2-1 l'Esperance Tunisi. Tra poco la
sfida Monterrey-Kashiwa: chi vince incontra il Santos


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MILANO - Sarà la squadra dell'Al-Sadd a sfidare il 15 dicembre in semifinale nel Mondiale di calcio per club il Barcellona. I qatarioti campioni d'Asia hanno infatti superato 2-1 l'Esperance Tunisi, campioni d'Africa. Al Sadd in vantaggio al 33' con Al Khalfan, raddoppio di Koni al 49'. I tunisini accorciano le distanze al 60' con Darragi, ma non riesce l'assalto finale per forzare la sfida ai supplementari. Successivamente si gioca il secondo quarto tra i giapponesi del Kashiwa e i messicani del Monterrey che designerà l'avversario del Santos in semifinale il prossimo 14 dicembre.

www.corriere.it/sport/11_dicembre_1...1f64f00f8.shtml

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Messi asfalta Neymar. Il Barça è «mondiale»
I catalani distruggono i brasiliani del Santos per 4-0


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MILANO- Se doveva essere una sfida al titolo del «giocatore più forte del mondo» Messi l'ha vinta nettamente. Con due suoi gol il Barcellona ha umiliato l'«avversario» (al titolo) Neymar del Santos per 4-0, aggiudicandosi il Mondiale per Club a Yokohama.

ANNUS MIRABILIS PER IL BARCELLONA - Hanno completato la festa Xavi e Fabregas in una partita che a parte qualche difficoltà iniziale, ha poi gestito la partita come ha voluto, andando a concludere più volte. Il genietto Neymar è apparso del tutto inconsistente. Sul fronte blaugrana, l'annus diventa davvero mirabilis per Guardiola che ha vinto anche Liga e Champion's League.

Fonte : http://www.corriere.it/sport/11_dicembre_1...5b74e19a5.shtml

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Mondiale per Club, vince il Barcellona



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Il Santos non ha retto
al strapotere dei blaugrana:
a segno Messi (doppietta),
Xavi e Fabregas
yokohama (giappone)


Senza storia. Quasi un tiro al bersaglio. Il Barcellona ha conquistato il Mondiale per Club battendo in finale il Santos con una prova che non ha lasciato dubbi sulla supremazia della squadra catalana.
E' il 13mo trofeo nell«età dell’oro» griffata dal tecnico Pep Guardiola. Il trionfo, il secondo dopo quello del 2009, arriva al termine di un autentico show sul terreno di gioco del Nissan Stadium di Yokohama.
Messi incanta con una doppietta, Xavi e Fabregas aggiungono la loro firma. A fare da contorno, due pali e una quantità industriale di occasioni. Lo spettacolo, dopo un breve rodaggio, comincia al 17’.

Invenzione di Xavi, Messi taglia la rivedibile difesa paulista e beffa Cabral con un morbido tocco: 1-0. Il match è un monologo dei campioni d’Europa, che esibiscono il consueto palleggio impeccabile e sfondano ancora al 22’. Dani Alves scappa a destra, Xavi è puntuale a ricevere il suggerimento: stop e rasoterra vincente, 2-0.

Il tris sembra cosa fatta al 29’: il Santos non vede palla per un minuto, Fabregas colpisce il palo da due passi al termine dell’ennesima azione da incorniciare. Ogni azione dei catalani può produrre un gol, con i brasiliani relegati al ruolo di sparring partner. Neymar si fa notare solo per la solita acconciatura mohawk: parlare di duello con Messi è oltraggioso. Disperso anche Ganso, condannato a rincorrere avversari che non sbagliano mai. La panchina del Santos prova a tappare una delle tante falle, Muricy Ramalho inserisce Elano a centrocampo con la speranza di raddrizzare la situazione almeno in parte.

Il copione, però, non cambia granchè. E infatti, prima del riposo, arriva anche il 3-0. Messi crea con un colpo di tacco, Dani Alves si accende puntuale, Cabral rimedia sul colpo di testa di Thiago ma non può nulla sul tap-in di Fabregas: tris servito al 45’. Per evitare il poker, all’inizio del secondo tempo, serve un miracolo di Cabral: la conclusione di Fabregas, dopo l’ennesima percussione di Messi, viene sventata dall’estremo difensore.

Finalmente, al 47’, tracce di Neymar: il colpo di testa sul cross di Borges non è preciso, ma meglio di niente. Il Barcellona continua a pressare in maniera ossessiva, Cabral continua a tremare. Al 54’ dice no a Messi, al 56’ guarda il pallone calciato da Iniesta: mira sbagliata per pochi centimetri. Uno dei pochi errori blaugrana in fase difensiva al 57’ consente a Neymar di volare da solo verso Valdes: non è giornata per il numero 11 del Santos, che centra il portiere e spreca una chance colossale per salvare l’onore.

Dopo un’ora di lezione, il Barcellona alza il piede dall’acceleratore. I brasiliani finalmente hanno qualche secondo a disposizione per uscire dalla propria metà campo. Il verdeoro che sfiora il gol, però, indossa la maglia blaugrana. All’80’ Dani Alves prova a coronare una prestazione da incorniciare ma sbatte contro il palo. Fa tutto in maniera splendida, all’82’, Messi. Controllo "alieno" per saltare Cabral: palla appoggiata in rete, 4-0 e sipario.

Fonte : http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/calcio/lstp/434918/

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Barça re del mondo
travolto il Santos



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Per la seconda volta nella sua storia la formazione blaugrana vince il mondiale per club superando 4-0 Neymar e compagni. Senza storia la finale di Yokohama, doppietta di Messi, in gol anche Xavi e Fabregas. E' il 13° titolo sotto la gestione Guardiola

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YOKOHAMA (Giappone) - Gli extraterrestri sono campioni del mondo. Il Barcellona travolge il Santos per 4-0 nella finale del Mondiale per club e mette in bacheca il 13° trofeo nell"età dell'oro' griffata da Pep Guardiola. Il trionfo, il secondo dopo quello del 2009, arriva al termine di un autentico show sul terreno di gioco del Nissan Stadium di Yokohama. Messi incanta con una doppietta, Xavi e Fabregas aggiungono la loro firma. A fare da contorno, due pali e una quantità industriale di occasioni.

SUBITO SPETTACOLO
- Lo spettacolo, dopo un breve rodaggio, comincia al 17'. Invenzione di Xavi, Messi taglia la rivedibile difesa paulista e beffa Cabral con un morbido tocco: 1-0. Il match è un monologo dei campioni d'Europa, che esibiscono il consueto palleggio impeccabile e sfondano ancora al 22'. Dani Alves scappa a destra, Xavi è puntuale a ricevere il suggerimento: stop e rasoterra vincente, 2-0. Il tris sembra cosa fatta al 29': il Santos non vede palla per un minuto, Fabregas colpisce il palo da due passi al termine dell'ennesima azione da incorniciare.

IL SANTOS NON C'E' - Ogni azione dei catalani può produrre un gol, con i brasiliani relegati al ruolo di sparring partner. Neymar si fa notare solo per la solita acconciatura mohawk: parlare di duello con Messi è oltraggioso. Disperso anche Ganso, condannato a rincorrere avversari che non sbagliano mai. La panchina del Santos prova a tappare una delle tante falle, Muricy Ramalho inserisce Elano a centrocampo
con la speranza di raddrizzare la situazione almeno in parte. Il copione, però, non cambia granchè. E infatti, prima del riposo, arriva anche il 3-0. Messi crea con un colpo di tacco, Dani Alves si accende puntuale, Cabral rimedia sul colpo di testa di Thiago ma non può nulla sul tap-in di Fabregas: tris servito al 45'.

ANCORA MESSI - Per evitare il poker, all'inizio del secondo tempo, serve un miracolo di Cabral: la conclusione di Fabregas, dopo l'ennesima percussione di Messi, viene sventata dall'estremo difensore. Finalmente, al 47', tracce di Neymar: il colpo di testa sul cross di Borges non è preciso, ma meglio di niente. Il Barcellona continua a pressare in maniera ossessiva, Cabral continua a tremare. Al 54' dice no a Messi, al 56' guarda il pallone calciato da Iniesta: mira sbagliata per pochi centimetri. Uno dei pochi errori blaugrana in fase difensiva al 57' consente a Neymar di volare da solo verso Valdes: non è giornata per il numero 11 del Santos, che centra il portiere e spreca una chance colossale per salvare l'onore. Dopo un'ora di lezione, il Barcellona alza il piede dall'acceleratore. I brasiliani finalmente hanno qualche secondo a disposizione per uscire dalla propria metà campo. Il verdeoro che sfiora il gol, però, indossa la maglia blaugrana. All'80' Dani Alves prova a coronare una prestazione da incorniciare ma sbatte contro il palo. Fa tutto in maniera splendida, all'82', Messi. Controllo 'alieno' per saltare Cabral: palla appoggiata in rete, 4-0 e sipario.

Barcellona-Santos 4-0 (3-0)

BARCELLONA (4-3-3) - Valdes; Dani Alves, Piquè (11' st Mascherano), Puyol (40' st Fontas), Abidal; Xavi, Busquets, Iniesta; Messi, Thiago (34' st Pedro), Fabregas. A disp: Pinto, Alexis, Keita, Jonathan, Maxwell, Adriano, Cuenca, Oier. All: Guardiola.

SANTOS (4-3-1-2) - Rafael; Danilo (31' pt Elano), Edu Dracena, Bruno Rodrigo, Leo; Durval, Henrique, Arouca; Ganso (38' st Ibson); Borges (34' st Alan Kardec), Neymar. A disp: Aranha, Bruno Aguiar, A. Carvalho, Vinicius, F. Anderson, Renteria, Parà, Diogo,

Vladimir. All: Ramalho.
Arbitro: Irmatov.
Marcatori: 17' pt e 38' st Messi (B), 24' pt Xavi (B), 45' pt Fabregas (B).
Ammoniti: Piquè (B), Mascherano (B), Edu Dracena (S).




Barcellona sul tetto del mondo Foto


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Fonte : www.repubblica.it/sport/calcio/calc..._club-26814164/

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Il Corinthians campione del mondo, Chelsea ko
Decide un gol di Pablo Guerrero al 69'. Gli inglesi allenati
da Benitez partono meglio poi vengono fuori i brasiliani


Corinthians

Il Corinthians vince il Mondiale per club. Nella finale disputata a Yokohama, in Giappone, la formazione brasiliana ha superato il Chelsea per 1-0. Il trionfo è firmato dal peruviano Paolo Guerrero, autore del gol decisivo al 69'.

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PRIMO TEMPO - Il Chelsea comincia con un atteggiamento aggressivo. La squadra allenata da Benitez parte con il piede sull'acceleratore, sfiorando il gol all'11' quando Cassio salva la propria porta sulla conclusione di Cahill: palla bloccata sulla linea, ancora 0-0. I campioni sudamericani soffrono in avvio ma, dopo aver rischiato grosso, entrano in partita e creano l'occasione più nitida al 35': Guerrero semina il panico nella difesa dei blues, Emerson va al tiro e centra il palo. La finale si accende prima dell'intervallo: il Chelsea, orchestrato da un ottimo Lampard, va vicinissimo al vantaggio al 40'. Moses, partner d'attacco dell'evanescente Torres, cerca l'angolo con un sinistro a giro, Cassio vola e devia.





























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LA RIPRESA - L'estremo difensore brasiliano se la cava grazie all'aiuto dei suoi difensori all'inizio della ripresa: al 51', vengono respinti in sequenza i tiri di Mata e Lampard. In attacco, il Corinthians si accende grazie soprattutto alle iniziative di Guerrero. Il peruviano segna la rete-vittoria al 69'. Cahill devia la conclusione di Danilo, il numero 9 non si fa pregare: colpo di testa e 1-0. Il Chelsea, con 20 minuti a disposizione, prova a riversarsi in avanti alla ricerca del pareggio. Gli inglesi, però, non riescono a imbastire un'azione lineare e si arrendono in 10 uomini, complice l'espulsione di Cahill prima del triplice fischio (fonte Adnkronos).

www.corriere.it/sport/12_dicembre_1...6244fe619.shtml



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