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Perché gli uomini uccidono le donne

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CAT_IMG Posted on 15/7/2010, 18:49           Quote Quote
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Perché gli uomini uccidono le donne



Molti di questi definiti delitti passionali sono il sintomo del declino dell'impero patriarcale. La violenza non è solo di pazzi, mostri, malati. E poco importa il contesto sociale: non si accetta l'autonomia femminile

di MICHELA MARZANO

Si continua a chiamarli delitti passionali. Perché il movente sarebbe l'amore. Quello che non tollera incertezze e faglie. Quello che è esclusivo ed unico. Quello che spinge l'assassino ad uccidere la moglie o la compagna proprio perché la ama. Come dice Don José nell'opera di Bizet prima di uccidere l'amante: "Sono io che ho ucciso la mia amata Carmen". Ma cosa resta dell'amore quando la vittima non è altro che un oggetto di possesso e di gelosia? Che ruolo occupa la donna all'interno di una relazione malata e ossessiva che la priva di ogni autonomia e libertà?

Per secoli, il "dispotismo domestico", come lo chiamava nel XIX secolo il filosofo inglese John Stuart Mill, è stato giustificato nel nome della superiorità maschile. Dotate di una natura irrazionale, "uterina", e utili solo - o principalmente - alla procreazione e alla gestione della vita domestica, le donne dovevano accettare quello che gli uomini decidevano per loro (e per il loro bene) e sottomettersi al volere del pater familias. Sprovviste di autonomia morale, erano costrette ad incarnare tutta una serie di "virtù femminili" come l'obbedienza, il silenzio, la fedeltà. Caste e pure, dovevano preservarsi per il legittimo sposo. Fino alla rinuncia definitiva. Al disinteresse, in sostanza, per il proprio destino. A meno di non accettare la messa al bando dalla società. Essere considerate delle donne di malaffare. E, in casi estremi, subire la morte come punizione.

Le battaglie femministe del secolo scorso avrebbero dovuto far uscire le donne da questa terribile impasse e sbriciolare definitivamente la divisione tra "donne per bene" e "donne di malaffare". In nome della parità uomo/donna, le donne hanno lottato duramente per rivendicare la possibilità di essere al tempo stesso mogli, madri e amanti. Come diceva uno slogan del 1968: "Non più puttane, non più madonne, ma solo donne!". Ma i rapporti tra gli uomini e le donne sono veramente cambiati? Perché i delitti passionali continuano ad essere considerati dei "delitti a parte"? Come è possibile che le violenze contro le donne aumentino e siano ormai trasversali a tutti gli ambiti sociali?

Quanto più la donna cerca di affermarsi come uguale in dignità, valore e diritti all'uomo, tanto più l'uomo reagisce in modo violento. La paura di perdere anche solo alcune briciole di potere lo rende volgare, aggressivo, violento. Grazie ad alcune inchieste sociologiche, oggi sappiamo che la violenza contro le donne non è più solo l'unico modo in cui può esprimersi un pazzo, un mostro, un malato; un uomo che proviene necessariamente da un milieu sociale povero e incolto. L'uomo violento può essere di buona famiglia e avere un buon livello di istruzione. Poco importa il lavoro che fa o la posizione sociale che occupa. Si tratta di uomini che non accettano l'autonomia femminile e che, spesso per debolezza, vogliono controllare la donna e sottometterla al proprio volere. Talvolta sono insicuri e hanno poca fiducia in se stessi, ma, invece di cercare di capire cosa esattamente non vada bene nella propria vita, accusano le donne e le considerano responsabili dei propri fallimenti. Progressivamente, trasformano la vita della donna in un incubo. E, quando la donna cerca di rifarsi la vita con un altro, la cercano, la minacciano, la picchiano, talvolta l'uccidono.

Paradossalmente, molti di questi delitti passionali non sono altro che il sintomo del "declino dell'impero patriarcale". Come se la violenza fosse l'unico modo per sventare la minaccia della perdita. Per continuare a mantenere un controllo sulla donna. Per ridurla a mero oggetto di possesso. Ma quando la persona che si ama non è altro che un oggetto, non solo il mondo relazionale diventa un inferno, ma anche l'amore si dissolve e sparisce. Certo, quando si ama, si dipende in parte dall'altra persona. Ma la dipendenza non esclude mai l'autonomia. Al contrario, talvolta è proprio quando si è consapevoli del valore che ha per se stessi un'altra persona che si può capire meglio chi si è e ciò che si vuole. Come scrive Hannah Arendt in una lettera al marito, l'amore permette di rendersi conto che, da soli, si è profondamente incompleti e che è solo quando si è accanto ad un'altra persona che si ha la forza di esplorare zone sconosciute del proprio essere. Ma, per amare, bisogna anche essere pronti a rinunciare a qualcosa. L'altro non è a nostra completa disposizione. L'altro fa resistenza di fronte al nostro tentativo di trattarlo come una semplice "cosa". È tutto questo che dimenticano, non sanno, o non vogliono sapere gli uomini che uccidono per amore. E che pensano di salvaguardare la propria virilità negando all'altro la possibilità di esistere.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/1...uccise-5572987/

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Larosadeiventi
CAT_IMG Posted on 21/7/2010, 23:38           Quote Quote




interessante la lettura dell'articolo pubblicato, direi anche che oltre alla paura di perdere potere si può mettere inconsiderazione che ancora in molte famiglie quando ci sono figli maschi e femmine non vengono trattati in modo uguale,non viene insegnato il rispetto tra i due sessi cosa importante e fondamentale ma in motli casi vien fatto il contrario.

Direi che se non curiamo la base famigliare ,queste cose continueranno ad esserci, in quanto è molto più facile prendersela con chi è debole e non riesce a difendersi.

Si risolve il problema dicendo eventualmente che chi commette questi tipi di delitti sono persone con turbe psichiche e finchè diamo una giustificazione del genere non argineremo mai questo avventarsi contro la persona più debole.

Ringraziamo l'antica concezione del mondo ,che ha fatto passare la donna per un essere inferiore da quando è nato il mondo e l'uomo l'essere superiore, il perno del cambiamento è e rimane sempre la famiglia che produce persone di una nuova società.

Larosadeiventi
 
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CAT_IMG Posted on 20/10/2011, 22:29           Quote Quote
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Donne vittime dei partner, record italiano
La campagna di "Amore criminale"



Camila Raznovic torna alla conduzione del programma. Al centro dell'attenzione, le violenze in famiglia: ogni tre giorni in Italia una donna viene uccisa dal suo partner. In collaborazione con Carabinieri, Polizia e Telefono Rosa

di LEANDRO PALESTINI

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ROMA - Famiglia, amore, affetti. È per questi motivi che in Italia muoiono tante donne. Sono state 127, nel solo 2010, quelle che hanno perso la vita per mano del proprio partner. Numeri che svelano come spesso siano vittime di uomini gelosi, in preda all'ossessione dell'abbandono, alla mancata accettazione di una separazione. Sono le storie raccontate da Amore Criminale, il programma di seconda serata di RaiTre condotto da Camila Raznovich che torna (sabato 22 ottobre) per il quinto anno consecutivo.

Gli autori partono da un rapporto dell'Eures-Ansa in cui si conferma che nel nostro Paese tre giorni una donna viene uccisa dall'uomo che dice di amarla. Amore criminale lancia anche una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, realizzata in sinergia con Telefono Rosa e Forze dell'ordine: Carabinieri e Polizia di Stato stanno collaborando attivamente. Ogni puntata è dedicata al ricordo di una donna uccisa, con la formula delle docu-fiction.
Una parte del racconto si avvale dell'uso di materiale documentaristico: foto, filmini, repertorio e interviste ai familiari, agli amici della vittima, agli avvocati, alle forze dell'ordine.

Matilde D'Errico, regista e autrice del programma insieme a Maurizio Iannelli, ricorda come in questi anni Amore Criminale abbia raccontato "sessanta storie di donne vittime della violenza maschile". Storie emblematiche, che fanno capire come i rapporti sentimentali possano degenerare. In questa nuova edizione sarà raccontata, ad esempio, la vicenda di Anna Rosa Fontana, uccisa dall'ex compagno a Matera nel dicembre 2010, come ricorda con commozione D'Errico: "Anna Rosa voleva raccontarci in trasmissione la storia delle violenze subite, sopravvissuta la prima volta a 18 coltellate sferrate dal suo ex compagno. Purtroppo non c'è stato il tempo di raccogliere la sua testimonianza: il 7 dicembre 2010 quell'uomo l'ha uccisa".

Antonio Di Bella, alla sua prima uscita in veste di direttore di RaiTre, ricorda che "Amore Criminale per ora ritorna con un primo ciclo di nove puntate. Le altre saranno trasmesse a partire da marzo 2012". Puntate che, come sottolinea la capostruttura Annamaria Catricalà, "vogliono restituire un nome e un volto ad altrettante donne che hanno perso la vita per mano dell'uomo che amavano". Camila Raznovich fa notare come il triste bilancio, in questi cinque anni, non sia affatto diminuito: "La verità è che la fotografia del nostro Paese non è quella di un'Italia bella. Abbiamo delle eccellenze nel campo della ricerca, della cultura, dell'arte, e il made in Italy è conosciuto in tutto il mondo. Ma allo stesso tempo la violenza è radicata, c'è un forte disagio, un rancore, una disperazione che le donne spesso hanno paura di denunciare. Ma non dimentichiamo che questi uomini violenti, prepotenti vengono messi al mondo da noi. Allora educhiamoli fin da quando sono in fasce".

Al lancio della campagna di sensibilizzazione di Amore criminale hanno aderito volti noti del cinema e della tv. La produttrice Rita Rusic, l'attrice Lunetta Savino e l'attore Vincenzo Salemme hanno girato per il programma uno spot destinato a chi è vittima o testimone di un atto di violenza sulle donne: per ricordare che si può e si deve cercare aiuto, prima che sia troppo tardi. E Di Bella garantisce che sulla scia di Paolo Ruffini (il suo predecessore, passato a dirigere La7) continuerà a dare ampi spazi alle tematiche sociali e alle donne: Lucia Annunziata, Milena Gabanelli, Federica Sciarelli, Licia Colò, Debora Villa.

Fonte : www.repubblica.it/spettacoli-e-cult...donne-23577320/

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d.viviani
CAT_IMG Posted on 21/2/2012, 13:09           Quote Quote




uccidono le donne perchè sono pazzi e insicuri da morire

non accettano il cambiamento del ruolo della donna

sono tutti uomini che vorrebbero le classiche e belle donne oggetto anni '50 che stanno in cucina e non aprono bocca e si occupano di casa e bambini mentre loro vanno in giro con gli amici, si fanno l'amante e trovano sempre la cena pronta alla sera

quelli che uccidono non sono uomini, persone che non sanno far valere la parola ma solo la violenza non meritano di essere al mondo

e la cosa più triste è che in questo folle mondo anche le donne a volte rispondono con la violenza e sarà sempre peggio
 
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CAT_IMG Posted on 24/11/2012, 13:53           Quote Quote
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In aumento la violenza sulle donne
Per l’85% il colpevole è il partner
Severino: Quest’anno 120 femminicidi



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Il ministro della Giustizia: “Perseguire lo stalking d’ufficio”
Ma il vero problema è “cambiare
la mentalità degli uomini”
Sono in aumento le violenze contro le donne all’interno di rapporti sentimentali. Secondo le anticipazioni dei dati 2012 di Telefono Rosa, diffusi alla vigilia della Giornata contro la violenza alle donne di domenica 25 novembre, questo tipo di abusi ha raggiunto l’85% di tutte le violenze, il 3% in più del 2011. Questo dato - commenta l’associazione - «dimostra l’urgenza di ripartire dalle relazione donna-uomo, proprio gli uomini inizino davvero a farsi carico di questa vera e propria tragedia».

Gli strumenti per combattere il fenomeno della violenza sulle donne ci sono nel nostro ordinamento, ma «se molti passi in avanti sono stati fatti, bisogna andare oltre, con la ratifica della Convenzione di Istanbul, prevista in Senato nei prossimi giorni, e che spero abbia un percorso accelerato, entro la fine della legislatura». A parlare è il guardasigilli, Paola Severino, intervenuta a Uno Mattina in vista della celebrazione, domenica prossima, della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. I `femminicidi´, dall’inizio di quest’anno, in Italia, sono già 120. «Il problema - aggiunge il ministro - riguarda la cultura degli uomini, radicata nel senso del possesso e le donne spesso non reagiscono per vergogna e perché credono che l’amore prevalga. Invece bisogna creare una cultura dell’antiviolenza».

Di fronte allo stalking, «la perseguilità d’ufficio, in alcuni casi, può essere una soluzione». Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino ospite di Uno Mattina in una puntata dedicata alla Giornata Internazionale sulla violenza contro le donne indetta dalle Nazioni Unite per domenica 25. Il ministro ha spiegano che «il ragionamento che si faceva un tempo e che ha condotto alla perseguibilità a querela è che deve essere la donna a poter decidere se sottoporre al giudice la violenza, per evitare quelle ulteriori violenze post violenza fisica che derivano comunque da un’indagine giudiziaria». Inoltre «il nostro legislatore è già intervenuto prevedendo delle querele irretrattabili. Certo la perseguibilità d’ufficio in alcuni casi servirebbe a consentire che il vicino di casa che vede, constatata le violenze, possa intervenire con una propria denuncia».

Non facile, sottolinea, è mettere a punto strumenti di prevenzione: «dobbiamo suggerire alle donne di restare sempre in contatto con i centri antiviolenza e le forze di polizia. Stiamo lavorando a banche dati, ne parlo spesso con il ministro Cancellieri e anche il ministro Fornero è attivata su questo fronte. Dobbiamo insegnare alle donne a costruire la prova della violenza subita, perché spesso ciò che accade non è visibile, perché si tratta di minacce». L’inasprimento delle pene, aggiunge il guardasigilli, «può essere un segnale importante, ma fondamentale è l’applicazione della pena. Le nostre leggi prevedono già aggravanti. Le norme le abbiamo, stiamo meglio di quanto si pensi». In particolare, Severino ricorda l’intervento del legislatore nel prevedere «querele che non possono essere ritrattate»; inoltre, rileva come in alcuni casi «la perseguibilità d’ufficio possa essere una soluzione: servirebbe a far sì - conclude il ministro - che anche un vicino di casa possa intervenire con una denuncia a sostegno della donna vittima di violenza».


I n apertura della conferenza organizzata alla Camera dei Deputati su «Violenza sulle donne - verso la ratifica della Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa» Gabriella Battaini Dragoni, vice Segretaria Generale del Consiglio d’Europa, ha detto che «ci sono terrificanti. Bisogna intervenire prima che la situazione precipiti. In Italia sono mediamente 120 le donne che ogni anno vengono uccise dalla violenza. Una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale nel corso della proprio vita e non lo dimenticherà più». «Lo shock la perseguitera’ per sempre e condizionerà la sua vita di donna, di moglie, di madre e di lavoratrice. Purtroppo la colpa non è solo del criminale ma anche del silenzio della società. Talvolta delle donne stesse che tacciono per paura o per non mandare in prigione il padre dei propri figli», ha aggiunto Battaini Dragoni parlando al seminario presieduto dall’On. Luigi Vitali, presidente della delegazione parlamentare italiana all’Assemblea di Strasburgo.

L’On. Deborah Bergamini, che, assieme all’On. Federica Mogherini, ha organizzato l’iniziativa, ha spiegato che «La violenza sulla donna costa 50 miliardi di euro agli 800 milioni di cittadini dei Paesi che aderiscono al Consiglio d’Europa, cioè una tassa che pesa per 55 euro l’anno a ciascuno di noi. Se la donna fosse libera dalla paura ne beneficerebbe anche l’uomo».

La conferenza è stata inaugurata dal ministro delle Politiche sociali Elsa Fornero, che il 27 settembre scorso a Strasburgo ha firmato la Convenzione del Consiglio d’Europa a nome del governo e adesso sollecita il parlamento a ratificare la Convenzione di Istanbul perché le norme contenute, molto importanti per la tutela delle donne, diventino presto legge delle stato. Il ministro ha ribadito che quella sulle donne è la forma di violenza più diffusa, senza confini di ambiente, religione, censo, cultura e nazionalità

http://www.lastampa.it/2012/11/23/societa/...5zK/pagina.html

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gineprone
CAT_IMG Posted on 26/11/2012, 11:42           Quote Quote




perche l'uomo vuole a tutti i costi dimostrare di essere l'individuo dominante!!!!!!!
invece è solo un imbecille (si puo' dire....dai) chi se la prende con i piu' deboli
 
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vany:-)
CAT_IMG Posted on 27/11/2012, 21:46           Quote Quote




Penso che questi dati e metodi adottati siano scandalosi.E' chiaro ed evidendente che nessun suggerimento sia valso a far capire alle menti contorte(e sn troppo buona) di questi "esseri" il valore che noi donne abbiamo..
Forse posso sembrare cattiva ma credo e sono convinta che la "legge Fai da TE" sia l'unica possibile via d'uscita
:(
 
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CAT_IMG Posted on 16/8/2013, 10:33           Quote Quote
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Viminale: «Il 3o% degli omicidi
ha come vittima una donna»
Nell'ultimo anno arrestati 1.697 mafiosi, mentre ammontano
a 9.569 i beni sequestrati alla criminalità organizzata


Un paese che non riesce a fermare la strage delle donne. Questa la fotografia che viene fuori dal dossier del Viminale sull'attività delle forze dell'ordine lo scorso anno e presentato dal ministro dell'interno Angelino Alfano. Circa il 30% degli omicidi commessi in un anno in Italia (505) ha come vittima una donna. Dall'entrata in vigore della legge sullo stalking, si legge ancora nel dossier, sono state 38.142 le denunce presentate, di cui 9.116 dal primo agosto del 2012 al 31 luglio del 2013. A denunciare nel 77% dei casi sono sempre le donne.

I MAFIOSI - Nell'ultimo anno i mafiosi arrestati sono stati 1.697 rispetto ai 2.041 dello scorso anno, mentre ammontano a 9.569 i beni sequestrati alla criminalità organizzata, di cui 705 aziende per un valore di 3,145 miliardi di euro (nel 2012 erano stati 4,124 i miliardi confiscati). E continua la caccia ai grandi latitanti: 78 quelli finiti in cella (erano 82 nel 2012) di cui 8 di massima pericolosità (18 l'anno scorso). 151 sono state le operazioni di polizia giudiziaria (169 nel 2012). 25 i Comuni sciolti per mafia, di cui 12 attualmente in corso (22 lo scorso anno). Le confische sono state 4.066 (a fronte delle 3.218 dell'anno scorso), di cui 203 aziende per il valore di 2,180 miliardi di euro. La Sicilia è stata la prima regione nella quale è stato effettuato il più alto numero di sequestri. Seguono Campania, Calabria, Puglia, Lazio ed Emilia Romagna. sdc/cls

IMMIGRAZIONE - Quanto al fenomeno dell'immigrazione dal primo agosto 2012 al 10 agosto scorso sono sbarcati sulle nostre coste 24.277 immigrati. E un terzo di loro, cioè esattamente 8.932, è arrivato in Italia in 40 giorni, dal primo luglio al 10 agosto scorso. Nonostante tutto secondo il ministro dell'interno l'immigrazione non è diventata «un'emergenza ingestibile». «Abbiamo saputo coniugare il dovere di accoglienza con il diritto alla sicurezza».


http://www.corriere.it/cronache/13_agosto_...1e2b74e2c.shtml

“I Am the Danger”

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